A Garessio, piccolo centro al confine tra Piemonte e Liguria, quattro istruttori hanno trasformato una passione in un progetto concreto: una nuova realtà dedicata al surfskate, ai giovani e al territorio. E una rampa che vuole essere soltanto l’inizio.
Ci sono progetti che nascono attorno a una rampa. E altri in cui la rampa è solo il punto di partenza.
Surfskate Valley appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il progetto nasce a Garessio, piccolo centro piemontese vicino al confine con la Liguria, con un’idea precisa: utilizzare sport e surfskate per creare aggregazione, offrire nuove opportunità ai più giovani e contribuire a dare nuova energia a un piccolo territorio.
QUATTRO AMICI UNA PASSIONE COMUNE
Dietro Surfskate Valley ci sono Michele Armano, Marta Leporati, Marjo Gjeta e Albjon Stafa.
Quattro amici, tutti Istruttori Nazionali FISR e certificati AICS, accomunati dalla passione per surf e surfskate e da anni di esperienza nella promozione della disciplina in Italia e all’estero.
Viaggiando per il surf hanno avuto modo di conoscere realtà europee e internazionali nelle quali skate e board sport sono diventati il centro di progetti capaci di coinvolgere persone, giovani e comunità.
Da qui una domanda molto semplice: perché non provare a costruire qualcosa del genere anche a casa?

DALLE IDEE A UNO SPAZIO REALE
L’occasione è arrivata grazie alla collaborazione con l’Associazione Bocciofila Garessina, storico punto di riferimento del paese.
Una parte degli spazi esterni, un tempo utilizzata per i campi da bocce e ormai inutilizzata, poteva avere una seconda vita.
La proposta di Surfskate Valley è stata quella di recuperarla per costruire la prima onda da surfskate del Piemonte, mettendo allo stesso tempo a disposizione presenza e supporto nella gestione dello spazio.
La Bocciofila ha creduto nel progetto.
A quel punto servivano però materiali, competenze e risorse.

UNA RAMPA COSTRUITA INSIEME
Per finanziare la realizzazione della struttura è stata avviata una raccolta fondi su GoFundMe, coinvolgendo non soltanto semplici sostenitori ma anche aziende, professionisti e artigiani disponibili a contribuire con materiali, lavorazioni e competenze tecniche.
In pochi mesi l’idea è diventata qualcosa di molto più concreto.
La rampa è stata costruita ed è oggi utilizzata negli spazi esterni della Bocciofila Estiva di Garessio.
Ma il risultato più interessante non è soltanto la struttura.
Sono le persone che hanno iniziato a utilizzarla.


OLTRE 30 RAGAZZI IN DUE MESI
Surfskate Valley si è costituita come associazione affiliata alla FISR e, dopo l’inaugurazione dello spazio, la risposta del territorio è arrivata rapidamente.
In appena due mesi oltre 30 bambini e ragazzi, dai 3 ai 14 anni, hanno partecipato ai corsi.
Sono stati organizzati due corsi estivi e successivamente è partito anche il percorso invernale.
Una piccola community che sta crescendo e con essa, come raccontano i fondatori, anche i primi grom del surfskate piemontese.
Per un paese delle dimensioni di Garessio, è probabilmente proprio questo il dato più significativo.


NON SOLO SURFSKATE
Il progetto vuole andare oltre l’attività sportiva.
Surfskate Valley nasce infatti anche dalla volontà di dimostrare come lo sport possa diventare uno strumento educativo e di aggregazione e, allo stesso tempo, contribuire alla vitalità dei piccoli centri.
L’obiettivo dichiarato è creare uno spazio vivo dedicato a sport, educazione e comunità, nel quale skate e surfskate possano generare relazioni, cultura outdoor e nuove opportunità per il territorio.
Il gruppo sta già lavorando insieme alle istituzioni per sviluppare ulteriormente il progetto.
LA RAMPA È SOLO L’INIZIO
Forse è proprio questa la parte più interessante della storia di Surfskate Valley.
Non costruire semplicemente un posto dove girare, ma provare a creare qualcosa attorno a quel posto.
Partire dal surfskate per mettere insieme bambini, ragazzi, istruttori, associazioni e territorio.
Da Garessio arriva quindi una piccola storia che racconta qualcosa di più grande della costruzione di una rampa.
Perché a volte per far crescere il surfskate non serve partire dalle grandi città.
Può bastare un luogo inutilizzato, quattro persone con un’idea e una comunità disposta a crederci










